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Acciaierie d'Italia e Eni Rewind: tecnologie per l’economia circolare

12/07/2021 

 

La bonifica non è un fine, ma è un mezzo. Attraverso di essa diamo una nuova vita ad aree di tradizione industriale, in un esempio perfetto di circolarità. Gli interventi sulle falde e sui suoli che stiamo progettando con Acciaierie d’Italia contribuiranno al completamento del percorso di risanamento che lo stabilimento di Taranto ha intrapreso da alcuni anni”.

Francesco Misuraca, Direttore Environmental Technical & Site Activities di Eni Rewind, racconta in questa video intervista le molte dimensioni di sviluppo della collaborazione tra due delle principali imprese italiane.

Per Acciaierie d’Italia svolgiamo servizi di progettazione ambientale che si inseriscono nel percorso di rinnovamento in corso nel sito di Taranto. Questa partnership si articola in tre fasi”, continua Misuraca. “La prima fase riguarda la ricognizione dello stato ambientale, la raccolta dei dati e l’indagine sui suoli e le falde. La seconda, invece, è dedicata all’analisi del rischio residuo e di quello potenziale, sia nei confronti delle persone, sia in quelli dell’ambiente. Una volta effettuata questa valutazione, sarà possibile intervenire su questi ambiti di rischio e progettare interventi ambientali mirati”.

Eni Rewind può offrire allo stabilimento di Taranto una lunga esperienza nelle operazioni e negli interventi di bonifica delle falde e dei suoli contaminati: “Eni Rewind nasce nel settore dell’Oil&Gas, nel quale abbiamo sviluppato tecnologie e metodologie perfettamente applicabili anche al mondo siderurgico, dove crediamo possano dare un importante valore aggiunto al percorso di risanamento del sito di Taranto”.

Un percorso ad alto tasso di innovazione, in cui la digitalizzazione ha un ruolo centrale: “la modellazione 3D dello stato del sottosuolo è il primo e fondamentale punto di partenza di ogni attività di questo tipo”, sottolinea Misuraca, “e questo processo di analisi parte dall’indagine della conformazione del terreno, dei suoi componenti e della permeabilità dei diversi strati, fino alla falda. È una sorta di TAC del sottosuolo: ci permette di capire che tipo di contaminazione è presente, con quale concentrazione e mobilità. Da qui può iniziare la progettazione degli interventi, con l’obiettivo di dare una nuova vita a queste aree”.

Un processo che mira a contribuire alla creazione di un’economia circolare anche per quanto riguarda il consumo di acqua e suolo: “la circolarità è un tema molto importante e molto attuale, che abbiamo applicato in diversi nostri interventi. Penso ad esempio al trattamento dell’acqua di falda che, una volta bonificata, è possibile restituire al ciclo produttivo, riducendo il consumo di acqua da altre fonti. A Ravenna, abbiamo trattato il terreno di un’area ex industriale costruendo un impianto di bonifica in loco che da ora in poi utilizzeremo per risanare terre contaminate da idrocarburi di altri siti industriali. E ancora un altro esempio di economia circolare trova applicazione in una discarica a Porto Torres, dove abbiamo scelto di non rimuovere il materiale contaminato, ma di trattarlo sul posto, per non generare un’ulteriore impronta ambientale attraverso il trasporto. In questo sito siamo in grado di bonificare l’80% del materiale contaminato, riducendo al 20% quello da stoccare in una vicina discarica sicura, nella quale abbiamo installato impianti per la produzione di energia fotovoltaica”, racconta Misuraca.

Queste esperienze maturate nel settore Oil&Gas saranno applicate anche ai siti di Acciaierie d’Italia per il completamento della bonifica delle falde e dei suoli e potranno, nei prossimi anni, essere la base di ulteriori sviluppi di questa collaborazione: “Noi siamo già molto orgogliosi di quello che stiamo facendo per Acciaierie d'Italia a Taranto, ma possiamo mettere a disposizione altre competenze che potranno aiutare lo stabilimento a raggiungere obiettivi ambientali ancora più sfidanti. Possiamo farlo potenziando i monitoraggi ambientali e offrendo tecnologie per il trattamento delle acque, dei rifiuti e delle terre, che potranno diventare presidi all’interno dell’area: impianti di valorizzazione e di recupero gestiti sinergicamente da Eni Rewind e Acciaierie d’Italia, nel segno della circolarità”.

 

 

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