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Acciaierie d'Italia e Snam per un connubio sostenibile tra idrogeno e acciaio

21/06/2021 

 

Un impianto come quello di Taranto è il soggetto industriale italiano che meglio può contribuire allo sviluppo della tecnologia dell’idrogeno: ha bisogno di grandi quantitativi di combustibile e può permettere un’accelerazione nello sviluppo di questo mercato, svolgendo un ruolo fondamentale nel lungo percorso che abbiamo davanti”. Così Dina Lanzi, Head of Technical Business Unit Hydrogen di Snam, approfondisce il rapporto tra il settore dell'idrogeno e quello dell'acciaio, con particolare attenzione agli obiettivi di decarbonizzazione e allo sviluppo che renda più competitiva la produzione di gas verde.  

Tra i temi più rilevanti toccati nel corso dell’intervista, i tre obiettivi primari della partnership: “La decarbonizzazione dei processi di produzione dell’acciaio, con l’utilizzo intermedio del gas naturale e la progressiva introduzione di quote sempre maggiori di gas rinnovabili come il biometano e l’idrogeno. A questa prima dimensione si associa un focus sull’idrogeno come combustibile, che porti a pensare a un sistema di distribuzione funzionale all’approvvigionamento per gli stabilimenti”.

Il terzo obiettivo della partnership è la collaborazione in ambito di Ricerca e Sviluppo: “Acciaierie d’Italia e Snam metteranno a fattor comune le competenze di ciascuna azienda nei rispettivi settori al fine di trarre un reciproco beneficio dalla sinergia tra due delle principali imprese italiane”.

Snam metterà a disposizione del settore dell’acciaio “l'esperienza che ha maturato da oltre 70 anni sulla logistica dei gas: trasporto, stoccaggio e distribuzione”, continua Dina Lanzi. “Un’esperienza che si sta arricchendo con nuovi esperimenti sui gas rinnovabili, anche finalizzati ai processi di decarbonizzazione, verso tutti quei settori ad alta temperatura che richiedono comunque la sostituzione di un combustibile fossile con uno di altro tipo”.

Al servizio di questo processo, Acciaierie d’Italia contribuirà alla ricerca dei materiali che possano supportare al meglio lo sviluppo di una catena del valore dell'idrogeno, verso un portafoglio di prodotti siderurgici certificati per questo combustibile.

 

 

Un percorso su cui Snam ha già cominciato a muovere i propri passi da alcuni anni: “siamo partiti con una sperimentazione su un tratto di rete operativo nel 2019, distribuendo una miscela di gas naturale e idrogeno al 10% a due utenze industriali. Poche settimane fa c'è stato il passaggio al 30% di idrogeno. Una conferma del fatto” sottolinea Dina Lanzi “che gli impianti sono già pronti per queste tecnologie”.

L’utilizzo dell’idrogeno presenta molti vantaggi anche per la possibilità di disaccoppiare la produzione dall’utilizzo, stoccando energia in fase di over produzione e distribuendola in caso di necessità. Inoltre, “l'idrogeno verde, che deriva da processi elettrochimici, può essere prodotto a emissioni zero lungo tutta la sua catena del valore”. Una qualità che rende l’idrogeno, al pari dell’acciaio, un elemento centrale nello sviluppo di un’economia circolare.

Quello dell’idrogeno è un mercato attualmente limitato dai costi di produzione: “Le aziende avranno un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’idrogeno, sia cooperando per efficientare e automatizzare la produzione, sia per incrementare la domanda. In questo percorso, è strategica la collaborazione con stabilimenti come quello di Taranto”.

Questo accordo si inserisce, inoltre, in un periodo cruciale per l’economia italiana, in cui il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) avrà un ruolo centrale. Un piano che, sottolinea Dina Lanzi, prende le mosse “al momento giusto per quanto riguarda questo settore: la tecnologia c'è, è matura ma dev'essere sviluppata su larga scala per essere resa più competitiva. Il PNRR può velocizzare il processo in maniera sostanziale, contribuendo a dimostrare l’efficacia di queste tecnologie e a ridurre il gap con i combustibili tradizionali”.

I prossimi passi? “Da una parte, continueremo a operare nell’ambito di ricerca e sviluppo, e dall'altra trasformeremo i progetti pilota in utilizzi continuativi, anche grazie alle partnership con player rilevanti dell’industria italiana come Acciaierie d’Italia”.

 

 

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