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Acciaierie d'Italia e Paul Wurth: grandi tradizioni manifatturiere al servizio della decarbonizzazione

04/10/2021 

 

Il 60% dell’acciaio europeo è prodotto attraverso il ciclo integrato come nello Stabilimento di Acciaierie d’Italia di Taranto. La firma del memorandum tra la principale azienda siderurgica italiana, Paul Wurth e Fincantieri è l’occasione per creare una vera e proprio showcase delle tecnologie più avanzate per la riduzione delle emissioni di un sito produttivo, non solo in ambito siderurgico”.

In questa video storia l’amministratore delegato di Paul Wurth Italia, Thomas Hansmann, commenta i contenuti e gli obiettivi dell’accordo, annunciato il 13 aprile 2021, che unisce le tre imprese in un comune progetto di riconversione del ciclo integrale esistente dell’acciaieria di Taranto secondo tecnologie ecologicamente compatibili.

 

 

La ragione alla base della firma di questo Memorandum” sottolinea Hansmann, “è il desiderio di sviluppare insieme a Acciaierie d'Italia una roadmap di decarbonizzazione per le acciaierie italiane nel più breve tempo possibile. Noi, come Paul Wurth, siamo pronti a fornire la tecnologia necessaria mentre la presenza di un partner come Fincantieri è garanzia della possibilità di implementare e realizzare subito gli impianti necessari per avviare questo processo”.

Paul Wurth dispone di una conoscenza molto approfondita degli impianti attualmente presenti nello stabilimento di Taranto: “la nostra azienda è erede di una grande tradizione tecnologica italiana, quella di Italimpianti, che per più di quarant’anni ha avuto un ruolo da protagonista nello sviluppo industriale del Paese”. Grazie a questa esperienza, Paul Wurth dispone delle competenze necessarie per “progettare e implementare il più rapidamente possibile le soluzioni più idonee per Acciaierie d’Italia. In particolare, le nostre ultime tecnologie possono essere utilizzate per minimizzare le emissioni di Co2 in due segmenti fondamentali del ciclo produttivo di Taranto: le cokerie e gli altoforni”.

Due sono le dimensioni sulle quali si svilupperà la collaborazione tra Paul Wurth e Acciaierie d’Italia: “da una parte il raggiungimento del massimo efficientamento energetico degli impianti esistenti e, dall’altra, la riduzione dell’utilizzo di carbone e coke negli altoforni. Sotto questo aspetto, un ambito di sviluppo molto promettente è quello del riutilizzo dei gas metallurgici generati nel corso della lavorazione dell’acciaio per alimentare gli impianti esistenti senza ricorrere al carbone”.

Il futuro della produzione d’acciaio è l’idrogeno, “ma è un percorso che è appena iniziato: come Paul Wurth partecipiamo con molto interesse alle discussioni sull’evoluzione del settore siderurgico, perché siamo convinti che questo diventerà il combustibile che alimenterà la produzione di acciaio. Oggi stiamo lavorando per creare le condizioni che rendano possibile questa transizione passando dal gas, con l’obiettivo di incrementare anno dopo anno la quantità di idrogeno che può essere utilizzata. Un’altra tecnologia estremamente interessante è quella del preridotto, che diventerà un’alternativa all’altoforno quando l’idrogeno sarà a disposizione a costi bassi e in quantità sufficiente. Ma stiamo ancora parlando del futuro”.

Oggi la maggioranza dell’acciaio europeo, continua Thomas Hansmann, è infatti prodotto seguendo i medesimi processi esistenti nello stabilimento di Taranto: “Questo accordo ci permetterà di fare del più grande impianto siderurgico europeo un punto di riferimento a livello internazionale, sviluppando soluzioni che possano poi essere implementate in altri paesi”.

La necessità di trovare una soluzione sostenibile che permetta il mantenimento della produzione d’acciaio a minor impatto ambientale “non è un problema solo italiano ma europeo: come conciliare le esigenze dell’industria con la transizione ecologica? Da questo punto di vista, credo sia normale che tre grandi aziende di statura continentale come Acciaierie d’Italia, Paul Wurth - nata in Lussemburgo - e la nostra casa madre, la tedesca SMS Group, si siano alleate: grandi tradizioni manifatturiere che si uniscono per garantire un nuovo futuro per la siderurgia in Europa”.

 

 

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