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Chi Siamo

Il più grande gruppo siderurgico italiano

Mission

 

La mission di Acciaierie d’Italia è produrre l’acciaio necessario ai settori protagonisti dell’industria italiana ed europea: dall’automotive alle costruzioni, dalla manifattura al settore alimentare.

L’attuale fase storica ci spinge a confrontarci con le esigenze di un mondo in continua evoluzione, nel quale ci aspettiamo che la richiesta di acciaio continui a crescere parallelamente alla richiesta di maggior attenzione alla sostenibilità e alla creazione di una vera economia circolare. Vogliamo mantenere la nostra posizione di leader nel nostro Paese e all’estero, facendo leva sulla qualità dei nostri prodotti e sull’attenzione ai Clienti, con soluzioni su misura rispetto alle loro necessità.

Una missione che potrà essere realizzata solo grazie al contributo di tutti coloro che quotidianamente mettono a disposizione il proprio impegno e la propria passione per sostenere la crescita e il futuro di Acciaierie d’Italia.

 

Acciaierie d'Italia per l'Italia

 

Quella di fare dell’Italia un grande produttore di acciaio è stata una scelta strategica che dobbiamo alla visione e alla determinazione di Oscar Sinigaglia, l’ingegnere e imprenditore romano autore del piano per l’industria siderurgica che, approvato dal governo nel 1948, fu lo stesso Sinigaglia, in quegli anni presidente della Finsider, a realizzare.

Quell’acciaio è stato fondamentale per l’industrializzazione dell’Italia, la motorizzazione, il boom degli elettrodomestici, l’espansione edilizia e la costruzione di infrastrutture.

Erano gli anni del miracolo economico, l’Italia correva, guardava al futuro e per costruirlo aveva bisogno di sempre più acciaio e oltre a quelli di Cornigliano, Piombino e Bagnoli serviva un nuovo grande polo siderurgico.

Nel 1959 si decise di costruirlo a Taranto, perché era una città del Mezzogiorno, perché aveva un grande porto e perché più di altre città portuali del Sud d’Italia aveva una cultura industriale dovuta alla cantieristica e all’Arsenale della Marina Militare.

Appena sei anni dopo, il 10 aprile del 1965, la più grande acciaieria d’Europa veniva inaugurata.

L’acciaio è una materia prima pervasiva, è alla base dell’industria meccanica in tutte le sue declinazioni, è fondamentale per l’edilizia e per le infrastrutture, è importante per l’industria alimentare alla quale fornisce la latta per le scatole di conserve e di tonno. Ed è riciclabile al 100%, è una materia prima che diventa felicemente una materia prima seconda infinitamente riutilizzabile con processi dei quali molte imprese italiane sono maestre.

Essere in grado di produrre in quantità rilevanti questa materia prima così pervasiva e fondamentale per molti settori chiave dell’economia è stato un prerequisito per l’affermarsi dell’Italia come grande Paese manifatturiero ed è fondamentale per il suo sviluppo e la sua competitività. 

È questa la ragione per la quale continuare a produrre acciaio a Taranto, l’unico stabilimento italiano a ciclo integrale che produce acciaio primario (direttamente da minerali ferrosi), è una determinante strategica per il futuro alla quale il Paese non può rinunciare e che deve anzi rilanciare. Il problema per l’Italia non è se produrre acciaio nel polo siderurgico di Taranto ma produrlo in modo sicuro nel rispetto dell’ambiente e della salute delle persone.

È questa la sfida che Acciaierie d’Italia ha accettato e che sta attivamente perseguendo.

Un pezzo di strada è già stato percorso in questi anni, ad esempio con la copertura ad oggi di 85 chilometri di nastri trasportatori di carbone e minerale ferroso su 90 km totali, con la copertura della maggior parte dei parchi minerari e con la riduzione delle emissioni e delle polveri. 

È un processo che va completato per mettere al cento per cento in sicurezza la salute dei cittadini di Taranto, dove peraltro i dati epidemiologici sono già decisamente migliori rispetto al passato e ad altre città assai meno industrializzate della stessa Puglia.

L’acciaieria di Taranto è la più pulita d’Europa ma non basta, quello che si sta per avviare è un processo di profonda trasformazione che ha al centro la sostenibilità ambientale e l’obiettivo di aumentare la produzione e la competitività degli acciai in termini di qualità e di prezzo. L’obiettivo quantitativo è portare la produzione a 8 milioni di tonnellate nel 2025 dai circa 4 milioni attuali, l’obiettivo di medio termine, quando le tecnologie consentiranno di produrre idrogeno verde (solo con l’utilizzo di energie rinnovabili), è di utilizzare l’idrogeno come combustibile.

Questo processo trasformativo che riguarda materiali, processi, organizzazione e formazione, è una prova importante per l’intero Paese e una occasione straordinaria per Taranto che ne sarà al centro. L’innovazione nel polo siderurgico coinvolgerà l’indotto che sarà accompagnato verso il futuro aumentandone la competitività e la capacità di mercato e l’intera città potrà giovarsene.

Tutto questo sta avvenendo in piena trasparenza e con il coinvolgimento del territorio e dei portatori di interesse che possono e devono controllarne gli sviluppi e l’efficacia.

L’alleanza strategica tra il socio pubblico e Arcelor Mittal, uno dei giganti mondiali del settore, è nell’interesse delle parti e del sistema. Arcelor Mittal garantisce la presenza sul mercato mondiale e nello stesso tempo acquisisce da questa esperienza trasformativa tecnologie per rendere più sostenibili i suoi impianti nel mondo, lo Stato partecipa a un business profittevole garantendo i cittadini e all’industria italiana una produzione domestica di acciaio di alta qualità fondamentale per la sua competitività internazionale. Produrre più acciaio pulito consente inoltre di importarne meno (peraltro spesso da paesi che non rispettano i parametri ambientali europei) con un benefico effetto sulla bilancia commerciale italiana e su quella ambientale globale.

Per il polo siderurgico di Taranto sta cominciando una nuova era.

Facts & Figures

Acciaierie d'Italia è il primo gruppo siderurgico italiano.

I siti e le strutture di Acciaierie d'Italia occupano una superficie complessiva superiore ai 17 milioni di metri quadrati e danno lavoro a più di 10.000 persone, a cui si aggiungono i dipendenti delle aziende dell'indotto.

Lo stabilimento di Taranto è l'unico a ciclo integrale presente in Italia e riceve le materie prime attraverso i 4 sporgenti in concessione presso il Porto di Taranto. La flotta, gestita da ADI Servizi Marittimi, è composta da 1 nave cargo, 4 spintori e 8 chiatte che consentono anche il trasporto verso il sito di Genova e da questo a Novi Ligure, Racconigi, Legnago e Paderno Dugnano. 

Il sito di Taranto è dotato di 200 km di binari per il trasporto ferroviario, 50 km di strade e 90 km di nastri trasportatori per la movimentazione delle materie prime.

Per verificare il rispetto degli obiettivi di sostenibilità, lo stabilimento di Taranto è sottoposto annualmente a più di 1.000 campionamenti ambientali.

 

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I nostri asset: impianti e strutture

 

Acciaierie d'Italia è presente nel nostro Paese con numerosi stabilimenti e centri di distribuzione *

 

Lo Stabilimento di Taranto

Inaugurato il 27 novembre 1964, lo stabilimento siderurgico di Taranto - il più grande d’Europa e tra i più grandi al mondo - è a ciclo integrale, dalla lavorazione e trasformazione del carbon fossile e del minerale di ferro alla realizzazione di prodotti quali coil nero, laminato a freddo o zincato, lamiere, tubi SAW e tubi ERW. Oltre a fornire i prodotti finiti destinati al mercato nazionale ed estero, esso alimenta, anche tramite gli stabilimenti di Genova e Novi Ligure, ampi settori dell’industria nazionale.

Oltre all’area di trasformazione primaria, il sito dispone di impianti di lavorazione di grandi prestazioni, tra i quali due treni di laminazione a caldo con i relativi impianti di finitura, un treno di laminazione per la produzione di lamiere, due impianti di zincatura e 3 tubifici.

Lo stabilimento utilizza 4 moli portuali per la movimentazione delle materie prime e la spedizione di prodotti finiti ed è dotato di 200 km di binari ferroviari, 50 km di strade e 90 km di nastri trasportatori. La sua posizione costiera ha inoltre permesso lo sviluppo di avanzate strutture industriali e logistiche per la ricezione delle materie prime e la spedizione dei prodotti. 

Lo stabilimento è dotato di numerose tecnologie all'avanguardia.

Taranto


Lo Stabilimento di Genova

Progettato alla fine del secondo conflitto mondiale, lo stabilimento di Genova Cornigliano ha avviato la produzione a ciclo integrale nel 1953. 
Con una capacità produttiva nominale pari a circa 1,5 milioni di tonnellate annue di prodotto finito, è l’unico in Italia in grado di produrre banda stagnata e banda cromata elettrolitica.

Il complesso industriale sito in Genova ha sia la funzione di snodo logistico sia di centro di trasformazione. I prodotti finiti e semilavorati sono ricevuti nelle banchine portuali gestite dall'azienda.

Grazie alla sua posizione strategica, questo sito costituisce il naturale collegamento con gli stabilimenti di Novi Ligure, Racconigi e Paderno Dugnano e, in generale, con i mercati del Nord Italia e d'Europa.

Il sito di Genova dispone di impianti dedicati a diversi prodotti, tra i quali una linea per la produzione di decapato, due linee di zincatura a caldo, diverse linee di finitura, ispezione e taglio. In particolare, il sito di Genova è l’unico sito italiano in grado di produrre latta, largamente utilizzata nell’industria alimentare.

Genova


Lo Stabilimento di Novi Ligure 

Lo stabilimento di Novi Ligure è stato inaugurato nel 1962, a lato delle aree occupate originariamente dalle “Ferriere di Novi Ligure”. Nel 1981 è stato conferito all’Italsider, che nel 1989 diventerà ILVA S.p.A. All’inizio degli anni ‘90 è stato ammodernato e potenziato per arrivare a produrre 2 milioni di tonnellate annue.

Il complesso industriale di Novi Ligure è dedicato alla produzione di laminati a freddo e zincato. Riceve i semilavorati (coil laminati a caldo) provenienti dallo stabilimento di Taranto e transitati da Genova, sia attraverso il trasporto ferroviario che quello stradale.

L’acciaio prodotto in questo stabilimento viene utilizzato per realizzare fusti, componenti per elettrodomestici, tubi mobilio, apparecchiature igienicosanitarie smaltate. Situato in posizione strategica rispetto alle aree più industrializzate del Paese, produce componenti di altissima qualità anche per il settore automotive. Il sito dispone di impianti di grande capacità produttiva ed efficienza, tra i quali: un decatreno per la produzione di laminato a freddo, le linee di ricottura sia statica che continua, le linee di zincatura a caldo, alluminatura e elettro zincatura.

Novi Ligure

 

Altre sedi

Gli altri siti di Acciaierie d’Italia rappresentano poli di importanza strategica per le attività aziendali.

 

Siti dedicati alla produzione dei tubiforma

  • Stabilimento di Racconigi (CN)
  • Stabilimento di Salerno, gestito dalla controllata Adl Tubiforma S.r.l.
  • Stabilimento di Socova a Sénas (Francia)

Centri di servizio

  • Stabilimento di Paderno Dugnano (MI)
  • Stabilimento di Legnaro (PD)

Negli stabilimenti di Paderno Dugnano e Legnaro i coil di acciaio provenienti dagli altri stabilimenti vengono trasformati in lamiere e nastri stretti attraverso operazioni di taglio longitudinale (Slitter) e trasversale (Spianatrice). L’alimentazione dello stabilimento di Legnaro avviene attraverso il porto di Marghera, che riceve i coil decapati da Taranto.

 

* La proprietà degli impianti è di Ilva in A.S. 

Alcune Società del Gruppo

 

ADIE - Adi Energia

È l’azienda che gestisce la produzione di energia elettrica e vapore per lo stabilimento produttivo di Taranto.

I due impianti di produzione di energia elettrica presenti nel sito di Taranto, alimentati dai gas prodotti dai processi degli impianti siderurgici, rappresentano un asset fondamentale per il Gruppo e provvedono alla quasi totalità dell’energia necessaria allo stabilimento. In caso di sovrapproduzione, l’energia in eccesso viene immessa nella rete nazionale.

 

ADISM - Adi Servizi Marittimi

ADISM si occupa dei trasporti marittimi all’interno del Gruppo ed è completamente integrata nel ciclo produttivo degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia. Le rotte partono dal sito di Taranto e dallo Ionio si dirigono verso il Mar Tirreno e il Mare Adriatico.

Sul Tirreno, ADISM effettua il trasporto di prodotti semilavorati e di prodotti finiti verso il sito di Genova. Una volta giunti a destinazione, i prodotti vengono trasferiti ai siti di Novi, Paderno e Racconigi su rotaia o gomma.

Sull’Adriatico, i prodotti sono trasportati verso i porti di Ravenna e Marghera. Destinati principalmente ai clienti finali, questi prodotti alimentano anche il sito di Legnaro, con trasporto su gomma da Marghera.

 

 

 

Storia

 

1905

Viene costituita a Genova la società anonima ILVA, che richiama nel nome la denominazione latina dell’isola d’Elba, dove veniva estratto il minerale di ferro che veniva utilizzato nel primo stabilimento di Bagnoli (Napoli).

1907

In seguito alla crisi del 1907 e al calo del mercato siderurgico in Italia si giunge alla creazione del Consorzio ILVA. Il Consorzio raggruppa la totalità della produzione italiana di ghisa da altoforno e il 58% di quella dell’acciaio.

1934

La Società, allora denominata ILVA Alti Forni e Acciaierie, insieme ad altre imprese del settore siderurgico, passa sotto il controllo del neo-costituito Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI).


1949

Inizia la costruzione del quarto centro siderurgico a ciclo integrale di Taranto e quella del complesso di laminazione a freddo di Novi Ligure.


1964

La società assume la denominazione Italsider dopo l’incorporazione della ex SIAC- Cornigliano. L’anno seguente viene inaugurato il sito industriale di Taranto.

1995

Con la privatizzazione dell’IRI, Emilio Riva, già proprietario della fabbrica di Cornigliano, acquisisce gli stabilimenti del Gruppo ILVA.


2013

Dal 3 giugno 2013, con D.L. 61/2013, ILVA S.p.A è sottoposta a commissariamento straordinario. Dal 21 gennaio 2015 il Gruppo è stato ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria.


2017

Nel mese di giugno 2017, a seguito dell’aggiudicazione della gara indetta dal Ministero dello Sviluppo Economico, l’azienda passa sotto il controllo del gruppo indiano-lussemburghese ArcelorMittal.

2020

L’11 dicembre 2020 ArcelorMittal annuncia di aver firmato un accordo di investimento con l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. - Invitalia - per formare una partnership pubblico-privata.

 

2021


Il 15 aprile 2021 nasce Acciaierie d’Italia, partecipata al 62% dal gruppo ArcelorMittal e al 38% dall'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. - Invitalia.

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